Compostaggio domestico

Oggi vorrei parlare di un argomento che mi sta molto a cuore: il compostaggio domestico. Si tratta di un metodo molto utile per smaltire in maniera ecologica i rifiuti organici, sia quelli domestici sia quelli derivanti dalle potature del giardino. Chiunque faccia giardinaggio dovrebbe dotarsi di una compostiera per salvaguardare l’ambiente e al tempo stesso produrre il prezioso compost. Sfortunatamente questa pratica non è molto diffusa, quindi spiegherò bene di cosa si tratta.

Innanzitutto per fare il compostaggio domestico serve una compostiera. È una contenitore di plastica abbastanza capiente e dotato di fori per il passaggio dell’aria. La maggior parte delle compostiere non hanno il fondo perché vanno messe direttamente nel giardino, a contatto con la terra. Altre compostiere sono adatte anche per il terrazzo e sono dotate di fondo.

Ho comprato la mia compostiera quasi due anni fa e posso dire che è stato un ottimo investimento. Prima di comprarla, ho preso informazioni qua e là e nei negozi specializzati, quindi mi sono fatta una cultura in materia. Di sicuro le migliori sono quelle senza fondo e il motivo è molto semplice. I rifiuti che vengono gettati all’interno della compostiera attirano tanti piccoli insetti che stanno nel terreno e che trasformano gli stessi rifiuti in una sostanza preziosissima, il compost.

Il compost è un fertilizzante naturale e di alta qualità. Ha l’aspetto di un terriccio molto scuro e un delizioso profumo di sottobosco. Il miglior fertilizzante in commercio non avrà mai la stessa qualità del compost domestico autoprodotto. Di recente l’ho usato al momento di piantare le mie rose rampicanti, ma in passato l’ho adoperato anche nell’orto.

Ma com’è possibile che dei rifiuti organici si trasformino in un terriccio così nutriente? Me lo sono chiesto anch’io e per avere delle spiegazioni mi sono rivolta a Mario, il mio vicino di casa. Lui usa la compostiera da tanti anni e faceva il giardiniere, quindi conosce tanti piccoli segreti che ha il piacere di condividere con me.

La magia del compost nasce dall’equilibrio che si crea all’interno della compostiera. Se il cumulo di rifiuti è ben arieggiato e si ha l’accortezza di alternare strati umidi e strati più secchi, si creano le condizioni ideali che accelerano il processo di decomposizione. Tutto qui! Ogni tanto bisogna rimestare il contenuto (io uso un lungo bastone di legno) e se il cumulo diventa troppo secco bisogna bagnarlo oppure aggiungere altro materiale carico d’acqua, come le foglie verdi provenienti dalle potature.

Mario mi ha spiegato che esistono anche dei metodi più o meno ecologici per accelerare il processo di decomposizione. Nei negozi specializzati in articoli per il giardinaggio vendono degli attivatori per il compostaggio. Non li ho mai provati, quindi non so dire se siano efficaci o meno. Il motivo per cui ho preferito non usarli è semplice: non mi piace l’idea di metter fretta alla natura. Se il compost impiega 10 mesi a maturare, mi sta anche bene. Mi armerò di pazienza e aspetterò il momento giusto!

Un altro segreto per migliorare la qualità del compost e favorire il compostaggio è quello di usare i lombrichi. Ebbene sì, avete capito bene! Quei disgustosi vermetti sono degli alleati molto preziosi per il vostro compost. Mettere un po’ di lombrichi nella compostiera è un trucco ingegnoso e naturale per produrre dell’ottimo terriccio fertilizzante. Bisogna solo ricordare di non mettere agrumi nella compostiera, perché producono una sostanza tossica per i lombrichi.

Fortunatamente il terreno del mio giardino è molto fertile e se si rimesta un po’ la terra, non è difficile trovare dei lombrichi. Hanno colonizzato la mia compostiera e si è creato un rapporto di pacifica convivenza: io do loro da mangiare e loro mi aiutano a produrre il compost. Non potrei desiderare di più!

Come accennavo prima, il compost ha dei tempi di maturazione che bisogna conoscere se si vuole fare buon uso del terriccio fertilizzante. Secondo le indicazioni di Mario, il compost fresco si produce in circa 2-3 mesi, ha un aspetto piuttosto grezzo ed è perfetto per la pacciamatura, ma anche come fertilizzante. Il compost maturo è pronto dopo 9-12 mesi ed è quello che ho utilizzato per piantare le mie rose rampicanti.

Ovviamente per agevolare il processo di compostaggio bisognerebbe triturare per bene i rifiuti, soprattutto se si ha intenzione di usare il compost fresco. Io non possiedo un biotrituratore, ma sto valutando seriamente di comprarne uno. Quando ho potato la siepe di photinia avevo un’enorme quantità di materiale da mettere nella compostiera, ma non ha molto senso mettere rami che superano anche i 20 centimetri! Così mi sono fatta prestare da Mario il suo biotrituratore.

Anche chi non ha giardino può produrre piccole quantità di compost. Basta usare un contenitore di plastica ben arieggiato attraverso dei buchi. Il metodo è sempre lo stesso: accumulare scarti di cucina, gusci d’uovo, bustine da tè ecc. e rimestare ogni tanto.

In realtà anche chi ha il giardino può fare a meno della compostiera. Mario produce una grande quantità di compost ogni anno, ma non ha mai comprato una compostiera. Com’è possibile? Beh, se l’è costruite con le sue mani! Con un po’ di manualità e ingegno, ne ha realizzata una con una semplicissima rete metallica arrotolata e poi fissata nel terreno. L’altra è ancora più ingegnosa perché l’ha costruita con dei bancali di legno ed ha anche un aspetto molto gradevole.

Vorrei concludere questo lungo post dedicato al compostaggio domestico con un ultimo suggerimento. Qualche mese fa mi è capitato di trovare un topolino dentro la mia compostiera, nonostante faccia attenzione a non gettarvi pasta o pane. Per scacciare questi ospiti sgraditi, attorno alla compostiera ho seminato della ruta. I topi non sopportano l’odore di questa pianta, quindi si tengono alla larga dalla mia compostiera. Ovviamente non potrei usare del veleno e sono contenta di non dover ricorrere a certi drastici rimedi. Per fortuna la natura ha sempre tutte le risposte.

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